La distinzione tra fabula e intreccio costituisce uno dei punti fondamentali delle teorie narrative. La fabula corrisponde alla ricostruzione logica e cronologica degli eventi narrati, mentre l’intreccio riguarda l’ordine in cui questi stessi eventi compaiono nella successione del discorso. Tuttavia, questa opposizione non esaurisce i possibili livelli di analisi del racconto.
Confrontando i modelli proposti da Sklovskij e Tomasevskij con quelli elaborati da Vladimir Propp, Cesare Segre suggerisce la necessità di distinguere due ulteriori gradi di astrazione. Come osserva Alessandro Zinna, il primo si colloca a un livello superiore rispetto alla fabula, mentre il secondo si situa a un livello inferiore rispetto all’intreccio.
Il grado di astrazione maggiore permette di ricondurre la fabula a modelli narrativi. Non si tratta, dunque, soltanto di ricostruire la successione logica e cronologica degli eventi, ma di considerare un livello più astratto rispetto a quello della loro organizzazione nella fabula.
Il secondo grado di astrazione si colloca invece al di sotto dell’intreccio e comprende tutti gli elementi che compaiono nel discorso, siano essi funzionali o non funzionali.
Questa distinzione consente di tenere conto anche delle componenti che non risultano indispensabili alla prosecuzione logica del racconto. Accanto agli elementi funzionali trovano quindi posto quelli non funzionali, come le descrizioni di atmosfere, personaggi e motivazioni.
La proposta di Segre introduce così un’articolazione più ampia dei livelli di analisi narrativa. Alla distinzione tra fabula e intreccio si aggiungono due ulteriori gradi: uno che riconduce la fabula a modelli narrativi e uno che comprende, al di sotto dell’intreccio, l’insieme degli elementi presenti nel discorso.
Il problema dei livelli di astrazione assume pertanto un ruolo centrale nella descrizione del racconto, permettendo di distinguere l’organizzazione logica e cronologica degli eventi, il loro ordine di apparizione e gli elementi funzionali e non funzionali che compongono il discorso narrativo.
Riferimento bibliografico: Alessandro Zinna, «Teorie narrative e Stilistica», Semio-News, Anno III, n. 9/10, aprile–settembre 1993.