Il senso presenta due identità distinte, che appartengono a sistemi diversi e risultano entrambe pertinenti nel processo della comunicazione. Luis Jorge Prieto parte dalla definizione del senso come conoscenza dell’emittente che questi cerca di trasmettere al ricevente, per precisare che «l’emittente e il ricevente riconoscono necessariamente due identità al senso». La prima riguarda la comprensione….
Testo, placebo ed esperienza estesica
L’efficacia può manifestarsi anche quando non è possibile ricondurre immediatamente un effetto a una causa materiale riconoscibile. È questa la direzione esplorata da Eric Landowski a partire dall’effetto placebo: la guarigione ottenuta attraverso la somministrazione di quello che Isabella Pezzini definisce un «farmaco-simulacro». Il fenomeno offre alla riflessione semiotica un caso particolarmente significativo, perché sembra…
Il segno come essere relazionale: realtà, mente e semiosi
La semiotica di Peirce attribuisce al segno una portata che oltrepassa l’ambito del linguaggio umano. La capacità di creare e percepire segni, di codificarli e decodificarli, non è considerata una proprietà esclusivamente umana: è una capacità immanente agli organismi viventi e, secondo alcuni interpreti di Peirce richiamati da Martin Švantner, può essere estesa all’intero universo….
La semiotica dell’enunciazione ibrida: perché il senso nasce ancora dall’interpretazione umana
Se il confronto tra la traiettoria generativa del senso e l’intelligenza artificiale mette in luce profonde differenze sul piano della produzione, la questione diventa ancora più radicale quando riguarda l’enunciazione. Marion Colas-Blaise affronta infatti uno dei problemi più discussi della semiotica contemporanea: una macchina può davvero produrre senso oppure manipola soltanto segni? La risposta proposta…
Quando una testimonianza diventa una prova? La risposta della semiotica
Una testimonianza è composta di parole e, come ogni testo linguistico, appartiene alla sfera dei simboli. Proprio per questo può essere inesatta, deformata o persino deliberatamente falsa. Eppure, nella ricerca storica, una testimonianza viene spesso utilizzata come prova di un evento realmente accaduto. È questa la questione teorica affrontata da Valentina Pisanty, che si interroga…
Le piccole mitologie e il semi-simbolismo: l’eredità di Lévi-Strauss in Jean-Marie Floch
Secondo Francesco Marsciani, il riferimento a Claude Lévi-Strauss attraversa tutta l’opera di Jean-Marie Floch. Talvolta compare esplicitamente nelle citazioni, altre volte rimane sullo sfondo come modello teorico costante, ma la sua presenza orienta in profondità il modo in cui Floch concepisce la ricerca semiotica. Un primo segnale di questa vicinanza emerge già nel titolo del…
Le categorie della scienza cognitiva sono categorie semiotiche
Che cosa distingue una spiegazione cognitiva da una spiegazione puramente fisica o comportamentale? Per Elmar Holenstein la risposta è che la scienza cognitiva utilizza categorie che appartengono, prima ancora che alla psicologia o all’informatica, alla semiotica. Concetti come rappresentazione, simbolo, codice, programma e informazione sono infatti categorie di natura semiotica, perché descrivono processi di significazione…
La logica del racconto secondo Claude Bremond
Se il modello di Greimas sposta l’attenzione sulle strutture dell’azione narrativa, il contributo di Claude Bremond affronta un diverso problema: il modo in cui gli stati narrativi si concatenano secondo una logica interna. Alessandro Zinna individua nella pubblicazione di Logica del racconto (1973) il risultato di una lunga riflessione sui ruoli tematici che riempiono le sfere d’azione….
Mentire: costruzione discorsiva e intenzione enunciativa
La menzogna è spesso identificata con il falso, ma dal punto di vista semiotico questa equivalenza è insufficiente. Un enunciato falso non è necessariamente una menzogna, così come un discorso verosimile non coincide automaticamente con il vero. Tarcisio Lancioni richiama questa distinzione, mostrando come la menzogna non possa essere definita soltanto in base al contenuto…
Dal segno al testo: una ridefinizione dell’oggetto della semiotica
Nella seconda fase della riflessione greimasiana si afferma un progetto teorico che segna un passaggio decisivo: l’abbandono del segno come unità fondamentale di analisi e l’adozione del testo come oggetto privilegiato della semiotica. Questo spostamento non è puramente terminologico, ma implica una trasformazione profonda del modo di concepire la significazione. Nel linguaggio comune, il testo…









