All’inizio del Novecento, nel contesto di una diffusa ondata mistica poi repressa dal Sant’Uffizio, la figura di Padre Pio assume un profilo diverso da quello più tardo del confessore, del direttore spirituale, del fondatore di opere. Francesco Galofaro invita a considerare il giovane frate come un “apprendista mistico”, impegnato in un lavoro di formazione che…
Semiotica e scienze cognitive. Paradigmi epistemologici a confronto
Nel dibattito epistemologico del secondo Novecento, la nozione di paradigma diventa decisiva per comprendere il funzionamento della ricerca scientifica. Dopo The Structure of Scientific Revolutions (1962), Thomas Kuhn introduce il termine per indicare un modello condiviso di convinzioni, valori e tecniche che orienta una comunità di ricercatori. Come ricordano Alessandra Falzone e Antonino Pennisi, ogni procedimento tassonomico…
Che cos’è, oggi, la semiotica cognitiva?
Semiotica cognitiva tra “de facto” e “de iure”Che cos’è, oggi, la semiotica cognitiva? E soprattutto: che cosa dovrebbe essere? Claudio Paolucci prende avvio da un’osservazione di Göran Sonesson, secondo cui la semiotica cognitiva «è stata inventata molte volte negli ultimi decenni» (“cognitive semiotics has been invented many times during the last decades”, traduzione nostra). L’affermazione…
Etnosemiotica: una disciplina per sottrazione
Che cos’è l’etnosemiotica? La prima risposta è una risposta per negazione. Francesco Marsciani, in Etnosemiotica: bozza di un manifesto, propone una definizione “in negativo”, fondata su una serie di prese di distanza metodiche e radicali . L’etnosemiotica non è una sociologia. Non lo è nella misura in cui non assume categorie come appartenenze, ruoli, istituzioni, classi…
Il campo interpretativo e la semantica dell’esperienza
Nel delineare gli sviluppi del campo interpretativo, Stefano Traini individua nella teoria semantica di Patrizia Violi un passaggio teorico rilevante. Il riferimento è al volume Significato ed esperienza (1997), in cui viene elaborata una proposta che, pur accogliendo influenze “dalla linguistica strutturale alla filosofia analitica del linguaggio, dalla psicologia cognitiva alla narratologia di stampo generativo”, risulta, per…
Nietzsche, verità e menzogna: i limiti della conoscenza umana
Santiago Guillén mette a fuoco un punto interessante: la riflessione nietzscheana su verità e menzogna non riguarda soltanto un’opposizione morale, ma investe il modo in cui la conoscenza umana si costituisce entro la categoria semantica dell’essere e del sembrare. In questo senso, il tema della verità diventa immediatamente un tema semiotico, perché chiama in causa…
Il significato come sviluppo inferenziale: interpretanti del discorso
Umberto Eco osserva che, nella prospettiva peirciana, l’interpretante non coincide semplicemente con il significato di un termine, ma può essere anche la conclusione di un argomento tratta dalle premesse. Peirce afferma infatti che l’interpretante non è soltanto il significato di un termine, ma anche “la conclusione di un argomento tratta dalle premesse” (1.559). La nozione…
Designing a General Semiotic Theory: Codes and Sign-Production
The project announced by Umberto Eco is to explore “the theoretical possibility and the social function of a unified approach to every phenomenon of signification and/or communication.” The ambition concerns every case of sign-function, understood as the result of “underlying systems of elements mutually correlated by one or more codes.” What is at stake is the design…
Struttura assente e strutturalismo metodologico
Louis Hjelmslev ha influenzato “in modo costante e profondo il pensiero semiotico e filosofico di Umberto Eco”. Una delle linee decisive di questa relazione riguarda il modo di intendere la struttura.Come sottolineato da Stefano Traini, Eco teorizza uno strutturalismo metodologico, in opposizione allo strutturalismo ontologico. Il metodo strutturale ha la funzione di individuare omologie formali tra fenomeni…
Il “tournant ontologico” e il rischio di denaturazione della semiotica
«L’ontologia è una cosa troppo seria per essere lasciata nelle mani dei semiotici». L’epigrafe di Jean-Marie Floch non è un semplice paradosso ironico: introduce una questione di statuto disciplinare. Che cosa accade quando la semiotica assume l’ontologia come proprio orizzonte? Si tratta di un ampliamento legittimo o di uno slittamento metodologico? Esiste un «constat problématique concernant l’existence…









