La verità non si presenta mai come un dato immediato e neutro, ma prende forma all’interno di pratiche discorsive specifiche. Essa non è semplicemente “ciò che è”, bensì ciò che viene detto, mostrato, nascosto o fatto emergere attraverso operazioni differenti. In questa prospettiva, come osserva Lancioni, la semiotica consente di analizzare la verità “in opera”,…
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Il problema semiotico della testimonianza storica
La ricerca storiografica si distingue dalle altre forme di indagine interpretativa per alcune caratteristiche specifiche che ne accentuano la dimensione narrativa e ne complicano lo statuto epistemologico. Tra queste, una delle più rilevanti riguarda la natura stessa del suo oggetto: il passato non è più direttamente accessibile e non può essere verificato attraverso l’osservazione empirica….
Destinante, enunciazione e condizioni di possibilità del senso
La riflessione sulla funzione del Destinante conduce a un punto teorico in cui la grammatica narrativa incontra il problema dell’enunciazione. Francesco Marsciani insiste sul fatto che il ruolo del Destinante non può essere ridotto a una semplice figura all’interno delle scene discorsive del contratto, ma deve essere ripensato come condizione stessa della significazione. Un passaggio…
Abduzione e narratività nella ricerca storica
La ricerca storiografica si fonda su una dinamica inferenziale peculiare: partire da tracce presenti per risalire agli eventi passati che le hanno prodotte. In questo senso la storia appartiene alla grande famiglia delle discipline interpretative che procedono dagli effetti alle cause. Indizi, sintomi, resti materiali o testimonianze sono considerati segni attuali da cui inferire ciò…
Modalità e antropomorfismo nella grammatica narrativa
L’analisi delle modalità narrative conduce inevitabilmente a interrogarsi sul problema dell’antropomorfismo. Quando la semiotica descrive una trasformazione attraverso categorie modali come volere, dovere, potere, sapere o credere, sembra infatti ricorrere a schemi interpretativi profondamente legati all’esperienza umana. Francesco Marsciani richiama esplicitamente questo problema nel momento in cui discute la funzione delle modalità nella comprensione del…
Il Destinante e l’orizzonte dei valori nella grammatica narrativa
Nella riflessione semiotica sulla narratività, una delle funzioni più decisive dello schema attanziale è quella del Destinante, attante che garantisce la presenza e la coerenza del sistema dei valori implicato in ogni processo di significazione. Riprendendo e sviluppando alcune questioni sollevate dal lavoro di Giuditta Bassano, Francesco Marsciani torna su questo nodo teorico per chiarire il…
Immagini, narrazione e voce: la costruzione semiotica della memoria
Nella cultura contemporanea la memoria sembra affidarsi sempre più alle immagini. Fotografie di famiglia, archivi digitali e raccolte iconiche costituiscono oggi uno dei principali dispositivi attraverso cui il passato viene conservato e trasmesso. Questo fenomeno non è soltanto tecnologico o sociologico: riguarda il modo stesso in cui una società organizza i propri sistemi di segni…
Dalla morfologia della fiaba alla teoria generale del racconto
Quando Morfologia della fiaba di Vladimir Propp diventa finalmente accessibile al dibattito occidentale, l’interesse degli studiosi non si limita alla descrizione della struttura della fiaba. La questione teorica che si impone riguarda piuttosto la possibilità di generalizzare quell’intuizione. Come osserva Alessandro Zinna, già dall’inizio l’attenzione degli studiosi si orienta verso il superamento dei limiti del modello proppiano….
Azione e racconto: lo stato di cose prima della narrazione
La distinzione aristotelica tra poiesis e praxis suggerisce che solo la prima sia orientata all’opera. Jean-François Bordron mette in discussione questa evidenza mostrando che anche la praxis, pur senza produrre necessariamente un’opera compiuta, è guidata dall’idea regolativa di una forma unificante. L’“opera assente” esercita una potenza rassemblante che conferisce grammaticalità all’azione e rende possibile la costituzione di uno stato di…
Il “tournant ontologico” e il rischio di denaturazione della semiotica
«L’ontologia è una cosa troppo seria per essere lasciata nelle mani dei semiotici». La frase di Jean-Marie Floch non è un semplice paradosso ironico: introduce una questione di statuto disciplinare. Che cosa accade quando la semiotica assume l’ontologia come proprio orizzonte? Si tratta di un ampliamento legittimo o di uno slittamento metodologico? Esiste un «constat problématique concernant…









