Nel presentare Kant e l’ornitorinco, Umberto Eco chiarisce subito che questo libro non è una raccolta di articoli né una riedizione del Trattato di semiotica generale, ma un’opera unitaria e nuova. È il risultato di un lavoro ventennale e intende affrontare il problema dell’essere dal punto di vista della semiotica. Pur mantenendo una continuità con il Trattato, alcuni…
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Iconicità e convenzione: percorsi teorici tra Peirce, Gensini ed Eco
All’interno della classificazione peirceiana dei segni — che distingue tra icone, indici e simboli — l’icona occupa una posizione teoricamente centrale nella riflessione sulla motivazione del segno. Essa è definita da Peirce come quel segno che «è correlato al suo oggetto in virtù di un carattere di similarità». La relazione iconica ha luogo quando c’è…
La tricotomia dei segni secondo Peirce: icone, indici e simboli
Peirce propone «una classificazione dei segni molto complessa, da cui tuttavia si possono isolare tre tipi principali di segni: le icone, gli indici e i simboli». Questa distinzione fondamentale, precisa Traini, «si fonda sulla considerazione del segno in relazione al suo oggetto». L’autore spiega che «l’icona è correlata al suo oggetto in virtù di un…
L’Enciclopedia come archivio delle conoscenze: il modello rizomatico
Secondo Claudio Paolucci, la domanda centrale di Umberto Eco è: «Come siamo in grado di conoscere il mondo?». Eco trova una risposta nella nozione di Enciclopedia, che definisce «l’insieme registrato di tutte le interpretazioni», una «libreria delle librerie», un «archivio audiovisivo della cultura». L’Enciclopedia, scrive Eco, «contiene versioni del mondo contraddittorie tra loro», perché raccoglie…
La svolta semiotica: dall’incontro con lo strutturalismo alla teoria dell’Enciclopedia
Claudio Paolucci ricostruisce la svolta semiotica di Umberto Eco, evidenziando come essa sia il risultato di una progressiva apertura del pensiero di Eco alla contaminazione tra domini eterogenei. Eco stesso racconta: «Agli inizi degli anni Sessanta mi trovo di fronte a un problema teorico: lavoro da un lato sulle espressioni più avanzate ed elitarie dell’arte…
Interpretanti e illimitatezza della semiosi
L’Oggetto Immediato è «l’insieme di tutti gli interpretanti di un certo segno», per cui «sono possibili solo conoscenze parziali», poiché ci si può avvicinare al significato «in modo asintotico». La semiosi è «illimitata», come spiega Stefano Traini, perché il ricorso agli interpretanti è potenzialmente infinito. Peirce distingue tre tipi di interpretante: interpretante immediato, interpretante dinamico…
La semiotica cognitiva di Peirce: tra inferenza e segno
Secondo Traini, la semiotica di Peirce si configura come una semiotica cognitiva, fondata su una teoria della conoscenza che essa stessa contribuisce a delineare. Traini sottolinea che questa teoria della conoscenza è anzitutto anti-intuizionista, in quanto, per Peirce, «non esistono intuizioni prime che permettono una conoscenza speculare della realtà esterna», ma piuttosto continue inferenze, ipotesi…
Narratività come forma del senso: due approcci, una visione condivisa
Nel loro confronto, Patrizia Violi dedica ampio spazio alla questione della narratività, riconosciuta come un punto di contatto fondamentale tra Greimas ed Eco. Per Greimas, senso e narratività coincidono: “la narratività è la forma del senso”, scrive Violi, citando il Dizionario ragionato di semiotica (1979). La narratività è “il principio stesso dell’organizzazione di ogni discorso, narrativo e non…
Representamen, Oggetto Immediato e Interpretante: la distinzione in Peirce
Peirce distingue fra representamen (segno), Oggetto Dinamico e Oggetto Immediato. Egli utilizza il termine representamen nel senso di significante, e parla di Oggetto Immediato per indicare «l’oggetto come il segno stesso lo rappresenta» [CP: 4.536]. L’Oggetto Dinamico corrisponde «all’oggetto esterno vero e proprio». Peirce afferma che «l’unica via» per cogliere l’Oggetto Immediato è ricorrere a…
La sensazione e l’emozione come processi complessi
Charles Sanders Peirce afferma che la sensazione non è necessariamente un’intuizione o una prima impressione dei sensi, come ha dimostrato nel caso del suono e, ancor più chiaramente, nel caso del senso della bellezza. «Quando la sensazione del bello è determinata da nozioni precedenti, emerge sempre come un predicato: cioè pensiamo che qualcosa è bello.»…









