Nel delineare gli sviluppi del campo interpretativo, Stefano Traini individua nella teoria semantica di Patrizia Violi un passaggio teorico rilevante. Il riferimento è al volume Significato ed esperienza (1997), in cui viene elaborata una proposta che, pur accogliendo influenze “dalla linguistica strutturale alla filosofia analitica del linguaggio, dalla psicologia cognitiva alla narratologia di stampo generativo”, risulta, per…
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Semiotica
Nietzsche, verità e menzogna: i limiti della conoscenza umana
Santiago Guillén mette a fuoco un punto interessante: la riflessione nietzscheana su verità e menzogna non riguarda soltanto un’opposizione morale, ma investe il modo in cui la conoscenza umana si costituisce entro la categoria semantica dell’essere e del sembrare. In questo senso, il tema della verità diventa immediatamente un tema semiotico, perché chiama in causa…
Il significato come sviluppo inferenziale: interpretanti del discorso
Umberto Eco osserva che, nella prospettiva peirciana, l’interpretante non coincide semplicemente con il significato di un termine, ma può essere anche la conclusione di un argomento tratta dalle premesse. Peirce afferma infatti che l’interpretante non è soltanto il significato di un termine, ma anche “la conclusione di un argomento tratta dalle premesse” (1.559). La nozione…
Struttura assente e strutturalismo metodologico
Louis Hjelmslev ha influenzato “in modo costante e profondo il pensiero semiotico e filosofico di Umberto Eco”. Una delle linee decisive di questa relazione riguarda il modo di intendere la struttura.Come sottolineato da Stefano Traini, Eco teorizza uno strutturalismo metodologico, in opposizione allo strutturalismo ontologico. Il metodo strutturale ha la funzione di individuare omologie formali tra fenomeni…
Il “tournant ontologico” e il rischio di denaturazione della semiotica
«L’ontologia è una cosa troppo seria per essere lasciata nelle mani dei semiotici». La frase di Jean-Marie Floch non è un semplice paradosso ironico: introduce una questione di statuto disciplinare. Che cosa accade quando la semiotica assume l’ontologia come proprio orizzonte? Si tratta di un ampliamento legittimo o di uno slittamento metodologico? Esiste un «constat problématique concernant…
La struttura delle funzioni: Propp e la forma mentis del racconto
È ormai “cronaca consolidata” che le recenti riflessioni sulle leggi della narrazione debbano molto più a Vladimir Propp che non ai formalisti russi nel loro insieme. Il punto di svolta è individuato in un testo preciso: Morfologia della fiaba (1928), la cui circolazione occidentale, benché “tardiva di un trentennio”, ha segnato “una discontinuità nella recente storia…
Etnosemiotica come rifondazione della semiotica: immanenza, valore e metalinguaggio
L’etnosemiotica, viene detto, non sarebbe un settore della disciplina, ma semiotica in senso proprio. Francesco Marsciani insiste su questo punto: la dimensione etno- non introduce un campo applicativo, ma funziona come luogo di ri-fondazione del progetto semiotico, nel suo statuto scientifico e nelle sue procedure descrittive. Per Marsciani la semiotica nasce dalla convergenza tra atteggiamento…
Riferimento e referente: un’ambiguità concettuale persistente
Nelle discussioni sul rapporto tra linguaggio e realtà, le nozioni di riferimento e referente sono spesso impiegate con una frequenza che non corrisponde a un’analoga chiarezza teorica. Esse vengono utilizzate — scrive l’autore — «con un’ambiguità concettuale che raramente è oggetto di una riflessione critica» (traduzione nostra). È proprio questa carenza che rende necessaria una messa a punto. La…
La corporeità dell’IA
Uno dei presupposti più diffusi nel discorso pubblico sull’intelligenza artificiale consiste nel considerarla come realtà puramente immateriale, un’intelligenza “senza corpo”, confinata in uno spazio astratto di dati e calcoli. Massimo Leone invita invece a rimettere in questione questa rappresentazione, mostrando come anche l’IA partecipi a un regime di corporeità, sebbene non organica. La corporeità non coincide…
Individuo e società: una realtà dialettica nel linguaggio
La polarità io/tu non resta confinata alla struttura della persona linguistica. Le sue conseguenze investono direttamente alcune delle più antiche antinomie del pensiero: quelle tra io e altro, tra individuo e società. Secondo Émile Benveniste, tali dualità sono «illegittime ed erronee» quando vengono ridotte a un unico termine originario. Non si può sostenere che tutto derivi dall’io, che dovrebbe insediarsi…









