La nozione di passione entra nella teoria semiotica come risposta a un’esigenza interna: descrivere stati e configurazioni del soggetto che non possono essere ridotti alla sola dimensione dell’azione. Nel quadro greimasiano, il “passionale” non viene introdotto come dominio psicologico, ma come oggetto teorico costruito a partire dalle categorie già operative della narratività, della modalità e…
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Semantica strutturale di Greimas come “segno zero” della semiotica
Paolo Fabbri attribuisce alla Semantica strutturale di Greimas uno statuto particolare all’interno della disciplina, definendola un testo che continua a operare come fondamento, anche quando non è direttamente tematizzato. Il libro, osserva, è presente come un “segno zero”: una presenza che non si impone in superficie, ma che resta indelebile, come “scritto in inchiostro simpatico”. L’immagine del…
Enunciazione e passaggio alle strutture discorsive
Nella teoria greimasiana, l’organizzazione del senso non si esaurisce nelle strutture profonde o nelle dinamiche narrative. Un ruolo decisivo è svolto dall’enunciazione, l’istanza che consente alla semiotica di articolare la generazione del senso in una dimensione discorsiva. Patrizia Magli e Maria Pia Pozzato osservano che, nel percorso generativo, l’enunciazione interviene come un livello di mediazione…
Tensione e categorizzazione: il contributo della semiotica tensiva
L’integrazione della semiotica tensiva nel lavoro sulle categorie consente di cogliere la natura dinamica e continua dei valori semantici. Alain Perusset sottolinea come uno dei contributi più rilevanti della teoria di Claude Zilberberg, sviluppata tra gli anni ’90 e 2000, sia stato quello di mostrare che ogni categoria riflette uno stato tensivo, che si manifesta…
Umberto Eco. I poeti e la lingua dell’essere
Nel pensiero neoplatonico dello pseudo-Dionigi si manifesta una strategia discorsiva che ha segnato profondamente la cultura occidentale: parlare dell’essere per via negativa, evocandone l’ineffabilità attraverso nomi oscuri, ossimorici, poetici. L’Uno viene descritto come ciò che non è: né corpo, né luce, né numero, né tempo. Per questo può essere nominato solo con immagini paradossali, come…
Semiotica interpretativa e ruolo dell’interprete
Quando si affronta un testo, la tentazione più comune è pensare che il suo significato sia già interamente inscritto nella struttura linguistica e che il lettore debba semplicemente decodificare le espressioni, magari con l’aiuto di un dizionario. La semiotica interpretativa mostra invece quanto questa visione sia ingenua: la comprensione di un testo dipende dalla presenza…
Greimas e il lessico della semiotica: l’eredità della Semantica strutturale
Paolo Fabbri presenta la Semantica strutturale di Algirdas Julien Greimas come un libro che accompagna chi lavora nei sistemi e nei processi di significazione. Lo considera un punto fermo della semiotica del secondo Novecento, attribuendo a Greimas il ruolo di “maggior semiologo” di quel periodo. Non si tratta soltanto di un riconoscimento storico: ciò che emerge è…
Il “silenzio di Kant”: la lettura di Tullio De Mauro e il problema del linguaggio
Nel 1965 Tullio De Mauro intitolò Il silenzio di Kant un breve paragrafo della sua Introduzione alla semantica. Con quella formula indicava la «mancanza di attenzione al problema del linguaggio in generale, e dunque anche ai problemi semiotici in senso lato che il linguaggio pone». A suo giudizio, nella filosofia kantiana non si troverebbe una vera teoria del…
Umberto Eco, Kant e l’ornitorinco. L’aporia dell’essere e il linguaggio che non lo definisce
L’essere non è definibile. Umberto Eco individua in questa constatazione il centro della grande aporia aristotelica. Sebbene l’essere sia il presupposto di ogni definizione, esso stesso non può essere definito, poiché – per definire qualcosa – è necessario ricorrere a un genere e a una differenza specifica. Ma l’essere non è un genere, neppure il più generale:…
Il primato delle lingue naturali nella traduzione delle altre semiotiche
Nel quadro delle macrosemiotiche, Greimas e Courtés mettono in evidenza un principio decisivo per la teoria semiotica: le lingue naturali sono le uniche in cui sono traducibili tutte le altre semiotiche, mentre l’inverso non è possibile. Questo asimmetrico rapporto di traducibilità è spiegato da due ordini di motivi. Anzitutto, “le figure del mondo naturale sono semanticamente…









