La semiotica si presenta come un campo di ricerca antico quanto l’accademia, ma la sua posizione resta ancora incerta, secondo Kalevi Kull e Ekaterina Velmezova. Il problema non riguarda soltanto il riconoscimento esterno della disciplina, ma anche la sua capacità di descriversi in modo coerente e condiviso. Le difficoltà possono essere ricondotte a diversi fattori:…
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Intentio operis e limiti dell’interpretazione
Il rapporto tra interpretazione e sovrainterpretazione costituisce uno dei problemi centrali della teoria semiotica contemporanea. Il tema è stato posto in modo particolarmente influente da Umberto Eco nel volume Interpretazione e sovrainterpretazione e viene ripreso da Massimo Leone come punto di partenza per riflettere sui limiti della lettura e sulle condizioni che permettono di distinguere tra interpretazioni plausibili e letture arbitrarie. Il libro…
La corporeità dell’IA
Uno dei presupposti più diffusi nel discorso pubblico sull’intelligenza artificiale consiste nel considerarla come realtà puramente immateriale, un’intelligenza “senza corpo”, confinata in uno spazio astratto di dati e calcoli. Massimo Leone invita invece a rimettere in questione questa rappresentazione, mostrando come anche l’IA partecipi a un regime di corporeità, sebbene non organica. La corporeità non coincide…
Performatività e creatività incarnata
Il tema della performativity viene articolato da Massimo Leone intrecciando semiotica, scienze cognitive e studi teatrali. La performatività non coincide con la performance: quest’ultima è un atto situato, un evento spettacolare e circoscritto; la performatività, invece, è una capacità cognitiva e corporea che attraversa specie differenti, un potenziale inscritto nei processi di significazione. Nella prospettiva richiamata da Leone (e dai…
L’imitazione come operazione iconico-performativa
Per Massimo Leone, l’imitazione non è un semplice riflesso del reale, ma una operazione semiotica autonoma, una modalità enunciativa derivata ma produttiva, capace di riconfigurare l’identità e di alterare il regime della singolarità. Lungi dal “copiare”, l’imitazione consiste nell’abitare il segno dell’altro, nel ripeterlo modificandolo, secondo una logica di scarto che trasforma la somiglianza in uno…
Ripensare la singolarità nell’era dell’IA generativa
Nella sua accezione classica, la singolarità designa ciò che distingue un’entità da ogni altra. Nelle scienze del vivente essa è frutto di un processo evolutivo di differenziazione, una strategia che permette a un organismo di rendersi identificabile e riconoscibile. In semiotica, la singolarità è stata letta attraverso il prisma dell’enunciazione: ogni enunciato è singolare perché attualizza una…
Mimétisme biologico e usurpazione d’identità digitale
Il mimetismo, nella prospettiva biologica, è una strategia adattativa in cui un organismo evolve per somigliare strettamente a un’altra specie o a un oggetto, ottenendo vantaggi per la sopravvivenza come l’evitamento dei predatori. Questa somiglianza può manifestarsi in più modalità sensoriali – visive, acustiche, chimiche, tattili – e coinvolgere interazioni ecologiche complesse tra l’organismo che…
L’IA come nuova forma di vita semiotica
Massimo Leone propone di considerare l’intelligenza artificiale, in alcune sue manifestazioni, non come semplice emulazione tecnica delle facoltà umane, ma come una forma di vita semiotica. Questo significa riconoscerle un insieme di processi non organici ma strutturati per generare, trasformare e interpretare segni all’interno di un determinato ambiente. Storicamente, la singolarità – ossia la capacità di un essere…
La scena simbolica della giustizia: tra sacralità e spettacolo
Ogni riflessione sull’autorità giuridica e sulla sua legittimazione contemporanea richiede, secondo Massimo Leone, di interrogarsi sui regimi di spazializzazione attraverso cui si produce la sovranità. Il discorso giuridico, pur provenendo da un’istanza enunciativa che supera la contingenza dei singoli locutori, non può operare senza mediazioni materiali, prossemiche e iconiche. L’autorità giuridica è definita come un sintagma spaziale di una…
Il volto del cibo. Semiotica della “facialization”
Massimo Leone propone una riflessione originale sulla relazione tra volto e cibo, fondandola su un assunto teorico: il volto è, in sé, un’affordance. In quanto tale, è una configurazione percepita come significativa, che emerge nel contesto dell’ambiente e viene immediatamente riconosciuta come dotata di senso. In questa prospettiva, anche il cibo può assumere un volto,…









