In Semiosis and Human Understanding, John Deely recalls that the very possibility of semiotics as a discipline—what he calls doctrina signorum—appeared only “late in the 4th century AD,” when Augustine of Hippo formulated, for the first time in recorded thought, a general notion of sign that embraced both nature and culture. According to Deely, Augustine proposed that “a sign is…
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Roman Jakobson, Semantica e senso: dall’interpretante alla semiosi
Come sottolinea Umberto Eco, la prospettiva di Roman Jakobson si fonda sull’idea che la semiotica non può limitarsi a studiare la struttura dei segni: deve includere necessariamente una riflessione sul significato e sulla costruzione del senso. Jakobson rifiuta con decisione l’idea che la linguistica possa prescindere dal problema del significato, restando confinata alla pura descrizione formale….
Barthes ed Eco: due paradigmi semiotici a confronto
Nel delineare le due principali vie della semiotica contemporanea, Paolo Fabbri individua due paradigmi distinti ma profondamente influenti: da un lato la semiologia di Roland Barthes, dall’altro la semiotica di Umberto Eco. Ciascuno di essi sviluppa una propria concezione della significazione, contribuendo a definire traiettorie teoriche differenti all’interno del campo semiotico. Barthes: la semiologia come critica ideologica…
Che cos’è la semiotica? (2)
Che cos’è la semiotica? È una domanda che non trova una sola risposta, perché, come osserva Stefano Traini, non emerge «un unico modo di concepire la semiotica, né una definizione univoca di questa disciplina». Che cos’è, allora, la semiotica? Per Greimas, è «essenzialmente una metodologia con cui analizzare i testi», una pratica di ricerca con una…
Il semema come testo virtuale
Nel quadro della semiotica testuale, Umberto Eco propone una prospettiva che pone in stretta relazione la teoria del codice e la teoria dell’attualizzazione testuale. In questo scenario, il semema appare come un testo virtuale e, simmetricamente, il testo può essere inteso come un’espansione di un semema. Tale idea è perfettamente coerente con una teoria che concepisce il significato…
Il semema come istruzione pragmatica
Secondo Eco, ogni teoria testuale che voglia spiegare il funzionamento del significato deve partire dal riconoscimento che non c’è enunciato che, per essere semanticamente attualizzato in tutte le sue possibilità di significazione, non richieda un co-testo. La struttura sememica non è semplicemente un deposito di significati fissi, ma una rete di potenzialità che si attualizzano nella…
Umberto Eco e Roman Jakobson. La sintassi come significazione: musica, pittura, gioco
Roman Jakobson non ha mai limitato la sua attenzione ai contenuti espliciti della comunicazione. Come mette in evidenza Umberto Eco, egli ha saputo mostrare che anche i sistemi apparentemente “puri”, fondati su strutture sintattiche, possiedono un potenziale semantico. Persino nei casi in cui sembrano dominare solo regole combinatorie, i rapporti interni tra gli elementi assumono…
Il significato delle parole dipende dal testo
Una delle tesi centrali di Umberto Eco riguarda la natura del significato come prodotto dell’attualizzazione testuale: le parole non possiedono un senso assoluto, ma lo acquisiscono attraverso l’inserzione in co-testi e circostanze specifiche. La semantica testuale di seconda generazione si sviluppa proprio a partire da questa constatazione, rifiutando ogni approccio lessicalistico che isoli il significato…
Produzione e interpretazione: due volti della stessa semiosi
Secondo Umberto Eco, il testo/segno non è soltanto il risultato di una pratica produttiva o di una pratica interpretativa, ma il luogo in cui queste due dimensioni si incontrano. Patrizia Violi osserva che, a un primo sguardo, produzione e interpretazione sembrerebbero configurarsi come pratiche contrarie e complementari. Tuttavia, a un’analisi più attenta, l’interpretazione non si…
Differenze nei segni: iconismo, indicalità, simbolo
Umberto Eco sottolinea come Roman Jakobson sia sempre stato attento a distinguere con precisione le diverse modalità del segno, opponendosi a ogni tentativo di ridurre la varietà semiotica a un modello unico. In particolare, la rivalutazione della tripartizione peirciana tra icona, indice e simbolo rappresenta uno dei contributi più rilevanti del suo pensiero. Jakobson definisce l’indice come…









