Nel dibattito sovietico degli anni Cinquanta e Sessanta, lo strutturalismo non si presentò come un blocco unitario, ma come un insieme di pratiche e orientamenti destinati a seguire traiettorie differenti. Pietro Restaneo distingue due sviluppi: la linguistica strutturalista e la semiotica strutturale. Entrambe condividono un lessico e un’impostazione metodologica comuni, ma conoscono fortune istituzionali e…
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Padre Pio apprendista mistico: corpo, dolore e produzione del segno
All’inizio del Novecento, nel contesto di una diffusa ondata mistica poi repressa dal Sant’Uffizio, la figura di Padre Pio assume un profilo diverso da quello più tardo del confessore, del direttore spirituale, del fondatore di opere. Francesco Galofaro invita a considerare il giovane frate come un “apprendista mistico”, impegnato in un lavoro di formazione che…
Semiotica e scienze cognitive. Paradigmi epistemologici a confronto
Nel dibattito epistemologico del secondo Novecento, la nozione di paradigma diventa decisiva per comprendere il funzionamento della ricerca scientifica. Dopo The Structure of Scientific Revolutions (1962), Thomas Kuhn introduce il termine per indicare un modello condiviso di convinzioni, valori e tecniche che orienta una comunità di ricercatori. Come ricordano Alessandra Falzone e Antonino Pennisi, ogni procedimento tassonomico…
Nietzsche, verità e menzogna: i limiti della conoscenza umana
Santiago Guillén mette a fuoco un punto interessante: la riflessione nietzscheana su verità e menzogna non riguarda soltanto un’opposizione morale, ma investe il modo in cui la conoscenza umana si costituisce entro la categoria semantica dell’essere e del sembrare. In questo senso, il tema della verità diventa immediatamente un tema semiotico, perché chiama in causa…
Il significato come sviluppo inferenziale: interpretanti del discorso
Umberto Eco osserva che, nella prospettiva peirciana, l’interpretante non coincide semplicemente con il significato di un termine, ma può essere anche la conclusione di un argomento tratta dalle premesse. Peirce afferma infatti che l’interpretante non è soltanto il significato di un termine, ma anche “la conclusione di un argomento tratta dalle premesse” (1.559). La nozione…
Etnosemiotica come rifondazione della semiotica: immanenza, valore e metalinguaggio
L’etnosemiotica, viene detto, non sarebbe un settore della disciplina, ma semiotica in senso proprio. Francesco Marsciani insiste su questo punto: la dimensione etno- non introduce un campo applicativo, ma funziona come luogo di ri-fondazione del progetto semiotico, nel suo statuto scientifico e nelle sue procedure descrittive. Per Marsciani la semiotica nasce dalla convergenza tra atteggiamento…
Riferimento e referente: un’ambiguità concettuale persistente
Nelle discussioni sul rapporto tra linguaggio e realtà, le nozioni di riferimento e referente sono spesso impiegate con una frequenza che non corrisponde a un’analoga chiarezza teorica. Esse vengono utilizzate — scrive l’autore — «con un’ambiguità concettuale che raramente è oggetto di una riflessione critica» (traduzione nostra). È proprio questa carenza che rende necessaria una messa a punto. La…
Oggetto dinamico, oggetto immediato e interpretante
La semiotica di Peirce, così come analizzata da Umberto Eco, consente di distinguere con precisione tre elementi interconnessi nella struttura del segno: oggetto dinamico, oggetto immediato e interpretante. Queste tre nozioni si rivelano fondamentali per comprendere come si costituisca il significato nella rappresentazione semiotica. L’oggetto dinamico è definito da Peirce come “ciò che in qualche modo costringe a determinare il segno…
Peirce e Saussure: due paradigmi della semiotica moderna
Nel delineare il posto della semiotica peirciana all’interno del panorama moderno, Švantner introduce un confronto con la semiologia di Ferdinand de Saussure, individuando una frattura teorica che attraversa la storia della disciplina. Non si tratta di una divergenza secondaria o terminologica, ma di una differenza di paradigma che investe il grado di generalità, l’estensione e le…
Iconismo, convenzione ed effetto di realtà
La presenza di convenzioni non impedisce di riconoscere, nel flusso della comunicazione, forme di significazione che operano secondo un regime iconico. Tali forme sono motivate da un principio analogico condiviso, che organizza la relazione segnica e la rende immediatamente riconoscibile. In questo senso, l’iconismo appare spesso “trasparente” alla comunicazione e produce un marcato effetto di…









