Il semi-simbolismo e il quadrato semiotico occupano una posizione centrale nel lavoro di Jean-Marie Floch. Il loro rapporto non si limita alla complementarità di due strumenti di analisi: entrambi partecipano a una medesima razionalità strutturale, fondata sull’individuazione delle relazioni che organizzano i fenomeni di senso e sulla definizione delle pertinenze necessarie alla loro descrizione.
Francesco Marsciani sottolinea come, nelle ricerche di Floch, semi-simbolismo e quadrato semiotico abbiano trovato «una giustificazione reciproca e un reciproco sostegno». A unirli è un principio di organizzazione e di ripartizione controllata del materiale analizzato, che permette di riconoscere le articolazioni fondamentali della significazione.
Il semi-simbolismo consente di individuare strati di organizzazione del senso prevalentemente para-figurativi e spesso di ordine sensibile. Parallelamente, il quadrato semiotico permette a Floch di cogliere le isotopie fondamentali degli universi di senso presi in esame. Le due prospettive si sviluppano dunque congiuntamente, contribuendo alla costruzione di descrizioni sistematiche dei fenomeni analizzati.
Tra i risultati più significativi di questo lavoro Marsciani ricorda il quadrato della continuità e della discontinuità dei percorsi, quello delle valorizzazioni e l’impiego semiotico delle categorie di classico e barocco elaborate da Heinrich Wölfflin. Si tratta di costruzioni teoriche che hanno mantenuto nel tempo la propria efficacia, diventando riferimenti importanti per numerose ricerche successive.
La portata di queste elaborazioni non riguarda soltanto il perfezionamento degli strumenti concettuali della semiotica. Attraverso il lavoro di Floch, la disciplina estende progressivamente il proprio campo di indagine verso fenomeni che in precedenza aveva frequentato raramente, ma nei quali diventano riconoscibili le organizzazioni di senso che regolano la socialità quotidiana.
Un passaggio particolarmente importante è rappresentato dalle ricerche dedicate al marketing e alla pubblicità, raccolte nel secondo volume di Floch. Questi studi mostrano come la teoria della significazione possa confrontarsi con fenomeni della contemporaneità, applicando i propri strumenti a oggetti culturali e pratiche sociali che richiedono competenze descrittive specifiche.
Marsciani attribuisce a questa apertura un valore determinante anche per il riconoscimento della semiotica come disciplina autonoma. Mentre il suo inserimento nel mondo accademico incontrava ancora difficoltà, le analisi di Floch contribuivano a dimostrarne l’efficacia in altri ambiti, offrendo alla ricerca semiotica una significativa conferma esterna.
La capacità di individuare le isotopie fondamentali, di ricostruire le opposizioni pertinenti e di riconoscere le articolazioni del senso rende così il quadrato semiotico uno strumento strettamente connesso alla prospettiva semi-simbolica. In entrambi i casi, il rigore dell’organizzazione strutturale si accompagna all’attenzione per la concretezza e la varietà dei fenomeni culturali.
Riferimento bibliografico: Francesco Marsciani, «Floch e il suo Lévi-Strauss», relazione presentata al convegno Bricolage e significazione. Jean-Marie Floch: pratiche descrittive e riflessione teorica, a cura di Giulia Ceriani e Gianfranco Marrone, Università degli Studi di Urbino, 21-22 luglio 2007. Pubblicato online il 20 maggio 2008..