Il concetto di effetto di senso, divenuto centrale nella riflessione semiotica, è legato all’idea di una realizzazione, più che a quella di una semplice conseguenza. Come spiega Isabella Pezzini, l’effetto di senso coincide con la concretizzazione di qualcosa, con il suo compimento. Non si tratta solo di ciò che segue un’azione, ma di ciò che effettivamente avviene nella relazione…
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Testi e pratiche: due forme dell’enunciato
Claudio Paolucci analizza il rapporto tra testi e pratiche ponendo una distinzione che coinvolge la natura stessa dell’enunciato. Questo nodo teorico, che ha animato molte controversie recenti in ambito semiotico, viene inquadrato attraverso un primo spartiacque: da un lato l’enunciato-testuale, dall’altro l’enunciato-pratico. L’autore propone di raggruppare entrambi sotto la categoria degli “enunciati”, ma chiarisce che…
Metalinguaggio, descrizione e percezione estetica del testo artistico
Dalla teoria gerarchica del testo elaborata da Jurij M. Lotman deriva una conseguenza essenziale: il testo di livello superiore, contenendo solo rapporti sistematici, funge da lingua di descrizione per altri testi, ma esso stesso non è un testo. Questo perché il testo, in quanto sistema materializzato, contiene elementi extratestuali. In base a tale principio, Lotman formula una regola metodologica: Tuttavia,…
Effetti e semiosi: dal segno all’azione
In semiotica, il termine effetto è ben più di una semplice conseguenza. Come osserva Isabella Pezzini, esso si colloca al centro di una riflessione sulla vitalità dei segni e dei testi, i quali non sono mai oggetti inerti, ma piuttosto dotati di specifiche “capacità” e “forze”. Il cosiddetto effetto di senso è infatti il risultato dell’interazione tra lettore-interprete e…
Senso e linguaggio: contro l’idea logocentrica
Può esistere un senso che non sia linguistico? Un senso che preceda o ecceda la parola, ma che nondimeno si dia come forma significativa? È questa la domanda con cui Patrizia Violi apre la sua riflessione per una proto-semiotica, cioè per uno studio delle forme di semiosi che precedono o si intrecciano al linguaggio strutturato. Contro…
Lotman. Gerarchia e variabilità del testo: livelli, rapporti e ricezione
Lotman chiarisce che, parlando dell’espressività materiale del testo, si fa riferimento a una proprietà specifica dei sistemi semici: la loro sostanza materiale «non sono le “cose”, ma i rapporti delle cose». Anche il testo letterario è dunque costruito come una forma di organizzazione, vale a dire come «un certo sistema di rapporti che costituiscono le sue unità materiali»….
Soglie, limiti e la posta in gioco della semiotica
Come distinguere ciò che appartiene all’ordine della testualità da ciò che rientra nella sfera dell’intertestualità? Questo interrogativo, osserva Gianfranco Marrone, è astratto solo in apparenza. All’interno delle pratiche discorsive concrete, ogni configurazione culturale implica una continua negoziazione tra testo e intertesto, per decidere cosa debba essere considerato una manifestazione diretta del senso e cosa invece…
Percorso generativo e intertestualità: logica della cultura
Gianfranco Marrone affronta il problema della coesistenza, nella teoria greimasiana, di una doppia definizione di testo: da un lato il testo come oggetto unitario dell’analisi semiotica, dall’altro il testo come momento parziale — e in particolare espressivo — di un più ampio percorso generativo del senso. Tale apparente incongruità, osserva Marrone, si dissolve se si…
Retorica delle regolarità: topoi, abiti e prassi enunciativa
Nel dibattito teorico che collega semiotica, retorica e norme, Anna Maria Lorusso invita a ribaltare una rappresentazione consolidata: quella che vede la retorica come arte dello scarto, della deviazione, dell’eccezione. In realtà, afferma, la retorica può e deve essere letta anche come disciplina delle regolarità, come sapere che si nutre della sedimentazione e del consolidamento…
La semiotica letteraria come scienza del testo: metodologie e dimensioni di analisi
Denis Bertrand affronta il tema del testo letterario come «tutto di significazione» e ne chiarisce la centralità per la semiotica letteraria. Bertrand sostiene che «il testo è un ‘tutto di significazione’ che produce in se stesso, parzialmente, le condizioni contestuali della sua lettura». Questo significa che, diversamente da altri tipi di discorso, «esso incorpora il…









