Il simbolo non è una “cosa” con proprietà stabili e prefissate, ma un oggetto semiotico che assume tale statuto in seguito a processi socioculturali di costruzione e sedimentazione del significato. Il simbolo, più che una categoria di segni, può quindi essere inteso come una modalità d’uso del linguaggio e dei testi. In questa prospettiva, ripresa…
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L’intellettuale e la variabilità dell’interpretazione: verso la guerriglia semiologica
Nel quadro delineato da Paolucci, la riflessione di Umberto Eco sulla comunicazione di massa si inserisce in una prospettiva esplicitamente critica e orientata in senso emancipativo. L’attività dell’intellettuale viene concepita come un intervento rivolto alle “masse”, considerate non semplicemente come pubblico passivo, ma come destinatari esposti a forme sistematiche di manipolazione da parte della cultura…
Autore, Opera, Lettore: dove nasce il senso di un testo
Valentina Pisanty riprende e sistematizza una distinzione fondamentale per comprendere le diverse teorie dell’interpretazione: ogni approccio può essere ricondotto al peso attribuito a uno dei tre poli coinvolti nel processo interpretativo — Autore, Opera, Lettore. Questa tripartizione non è una semplice classificazione, ma un modo per chiarire che cosa si intenda, di volta in volta, per…
Il problema semiotico della testimonianza storica
La ricerca storiografica si distingue dalle altre forme di indagine interpretativa per alcune caratteristiche specifiche che ne accentuano la dimensione narrativa e ne complicano lo statuto epistemologico. Tra queste, una delle più rilevanti riguarda la natura stessa del suo oggetto: il passato non è più direttamente accessibile e non può essere verificato attraverso l’osservazione empirica….
La semiotica oggi: una disciplina in cerca di definizione
La semiotica si presenta come un campo di ricerca antico quanto l’accademia, ma la sua posizione resta ancora incerta, secondo Kalevi Kull e Ekaterina Velmezova. Il problema non riguarda soltanto il riconoscimento esterno della disciplina, ma anche la sua capacità di descriversi in modo coerente e condiviso. Le difficoltà possono essere ricondotte a diversi fattori:…
Che cosa studia la semiotica?
La semiotica è una disciplina relativamente giovane nella sua definizione accademica, ma affonda le proprie radici in una storia molto più antica e complessa. Se infatti la sua costituzione disciplinare si colloca tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, grazie ai contributi di Roland Barthes, Algirdas Julien Greimas e Umberto Eco, il problema del…
Etnosemiotica e testualizzazione: interpretare interpretazioni
Se si guarda dal lato della semiotica, l’etnosemiotica appare come un movimento interno alla disciplina, una trasformazione del suo stesso campo di applicazione. Francesco Marsciani insiste su questo punto: non si tratta di importare oggetti dall’esterno, ma di ridefinire il modo in cui la semiotica costruisce i propri oggetti. Negli ultimi decenni, la semiotica ha…
Intentio operis e limiti dell’interpretazione
Il rapporto tra interpretazione e sovrainterpretazione costituisce uno dei problemi centrali della teoria semiotica contemporanea. Il tema è stato posto in modo particolarmente influente da Umberto Eco nel volume Interpretazione e sovrainterpretazione e viene ripreso da Massimo Leone come punto di partenza per riflettere sui limiti della lettura e sulle condizioni che permettono di distinguere tra interpretazioni plausibili e letture arbitrarie. Il libro…
Il significato come sviluppo inferenziale: interpretanti del discorso
Umberto Eco osserva che, nella prospettiva peirciana, l’interpretante non coincide semplicemente con il significato di un termine, ma può essere anche la conclusione di un argomento tratta dalle premesse. Peirce afferma infatti che l’interpretante non è soltanto il significato di un termine, ma anche “la conclusione di un argomento tratta dalle premesse” (1.559). La nozione…
Il “tournant ontologico” e il rischio di denaturazione della semiotica
«L’ontologia è una cosa troppo seria per essere lasciata nelle mani dei semiotici». La frase di Jean-Marie Floch non è un semplice paradosso ironico: introduce una questione di statuto disciplinare. Che cosa accade quando la semiotica assume l’ontologia come proprio orizzonte? Si tratta di un ampliamento legittimo o di uno slittamento metodologico? Esiste un «constat problématique concernant…









