Cosa significa davvero interpretare un testo? Che cosa succede quando leggiamo un racconto, una poesia o una legge scritta in modo ambiguo? E come si affronta la lettura di testi religiosi o filosofici che sembrano offrire molteplici sensi possibili? Sono domande centrali in ogni cultura che si interroghi sul linguaggio e sul pensiero, ma che…
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Il significato come fenomeno tensivo
La nozione di significato, nel contesto della teoria tensiva di Daniele Barbieri, è inseparabile dal concetto di aspettativa. Contrariamente a una concezione linguistica tradizionale che tende a separare il significato dal segno come entità eteromateriche — una fisica, l’altra concettuale — Barbieri esplora la possibilità che significato e segno siano omomaterici, ovvero della stessa natura…
Interfaccia e segmentazione: verso una grammatica dell’oggetto
Alessandro Zinna affronta il problema della descrizione semiotica degli oggetti, interrogandosi sulla validità delle categorie analitiche esistenti. Le nozioni ereditate da Peirce, Saussure, Barthes o Eco possono essere un punto di partenza, ma non bastano, secondo l’autore, per costruire una semiotica degli oggetti che sia davvero specifica e operativa. Occorre allora dotarsi di strumenti e…
Testo e discorso: dalla struttura all’enunciazione
Il segno non è mai isolato: esiste sempre in relazione ad altri segni. Questa osservazione conduce a una nozione più ampia e realistica dell’oggetto della comunicazione, il testo. Il testo come frammento del processo Un testo è un segmento ben definito dell’asse del processo, cioè della catena comunicativa in cui si inseriscono i segni. Può essere una…
Propagazione delle pregnanze e struttura del rinvio simbolico
La semiotica morfologica delineata da René Thom si fonda su un principio chiave: la pregnanza può propagarsi da una forma a un’altra, modificando la struttura dell’esperienza e creando reti di rinvii simbolici. Il modello esemplare di questo processo è offerto dall’esperimento di Pavlov, in cui la forma saliente del suono (il tintinnio della campanella) finisce per assumere la pregnanza…
Dalla semiotica tradizionale alla trans-semiotica di Deleuze
Nel contesto del vivace dibattito sul cinema che animava negli anni Sessanta e Settanta la scena italiana, Gilles Deleuze prende posizione tra le tesi di Umberto Eco e quelle di Pier Paolo Pasolini sui segni cinematografici. Mentre Eco accusava Pasolini di confondere i significati con i loro referenti, Deleuze schiera sé stesso al fianco del…
Salienza e pregnanza: due categorie dell’esperienza semiotica
René Thom introduce due concetti fondamentali per comprendere l’attività semiotica: salienza e pregnanza. Queste nozioni consentono di descrivere il modo in cui un soggetto percepisce e seleziona le forme, stabilendo i criteri con cui esse assumono rilevanza sensoriale o biologica. Per forma saliente si intende una configurazione che colpisce l’apparato sensoriale di un soggetto per il suo carattere…
Deleuze e il segno prossimo: una linguistica filosofica estesa
Paolo Fabbri segnala un’insospettata affinità tra la filosofia di Gilles Deleuze e le discipline della linguistica e della semiotica. Fabbri rileva che Deleuze non si limita a «una tradizionale filosofia del linguaggio», bensì abbraccia appieno ciò che definisce «una linguistica filosofica»: una filosofia che non osserva il linguaggio dall’esterno, ma lo utilizza come strumento interno…
I tre registri proto-semiotici
Nell’analisi della genesi del senso, Brandt individua tre registri fondamentali, o “proto-sémiotiques”, ciascuno dei quali corrisponde a un tipo di operazione cognitiva primaria: l’iconico, il causale (o indicale), e il simbolico. Queste tre modalità non sono semplici gradi di astrazione, ma funzioni cognitive distinte, differenti sia sul piano neurale che su quello fenomenico, e danno…
Antifenomenologia e faneroscopia: il primato del dicibile
Claudio Paolucci affronta una questione epistemologica centrale: quale relazione intercorre tra strutturalismo, semiotica e fenomenologia? E, in particolare, quale fondamento può avere una semiotica che intenda davvero dirsi strutturale e interpretativa, se posta a confronto con la tradizione fenomenologica? Il nodo viene sciolto a partire da un’alleanza: quella tra strutturalismo e faneroscopia, opposta a quella –…









