Il simbolo, nella prospettiva semiotica strutturale, non coincide con una realtà data una volta per tutte. Esso va inteso come una grandezza che acquisisce il proprio statuto solo all’interno di processi socioculturali. In questo senso, Paolo Demuru insiste sul fatto che il simbolo non sia una “cosa” dotata di proprietà stabili, ma un oggetto semiotico…
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Françoise Bastide tra semiotica e sociologia della scienza
All’inizio degli anni Ottanta si stabilisce a Parigi un intreccio di rapporti che mette in contatto due ambiti di ricerca destinati a dialogare a lungo: da un lato il Groupe de Recherche Sémio-linguistique guidato da Algirdas Greimas all’EHESS e al CNRS, dall’altro il programma STS diretto da Bruno Latour all’École des Mines. In questo incontro tra semiotica e sociologia…
Modalità e antropomorfismo nella grammatica narrativa
L’analisi delle modalità narrative conduce inevitabilmente a interrogarsi sul problema dell’antropomorfismo. Quando la semiotica descrive una trasformazione attraverso categorie modali come volere, dovere, potere, sapere o credere, sembra infatti ricorrere a schemi interpretativi profondamente legati all’esperienza umana. Francesco Marsciani richiama esplicitamente questo problema nel momento in cui discute la funzione delle modalità nella comprensione del…
What Is a Sign? Pathways of Semiotic Theory from Peirce to Greimas
Semiotics has defined itself from its very beginnings as the discipline of signs. Yet, as Anna Maria Lorusso observes, the notion of the sign has never been either simple or univocal. Dictionaries offer very different definitions: a sign may be “a clue,” “a gesture,” “an act or a word,” or a “graphic expression” capable of…
Il Destinante e l’orizzonte dei valori nella grammatica narrativa
Nella riflessione semiotica sulla narratività, una delle funzioni più decisive dello schema attanziale è quella del Destinante, attante che garantisce la presenza e la coerenza del sistema dei valori implicato in ogni processo di significazione. Riprendendo e sviluppando alcune questioni sollevate dal lavoro di Giuditta Bassano, Francesco Marsciani torna su questo nodo teorico per chiarire il…
Che cosa è un segno? Percorsi della teoria semiotica da Peirce a Greimas
La semiotica si è definita fin dalle sue origini come disciplina dei segni. Tuttavia, come osserva Anna Maria Lorusso, la nozione stessa di segno non è mai stata né semplice né univoca. I dizionari elencano definizioni molto diverse: il segno può essere «un indizio», «un gesto», «un atto o una parola», oppure «un’espressione grafica» capace…
Forme d’emergenza della democrazia. Politiche del senso in comune
Il secondo incontro del seminario “Forme d’emergenza della democrazia. Politiche del senso in comune” si terrà il 27 febbraio 2026, dalle 15:00 alle 18:00, in modalità ibrida. Interverranno Carlo Andrea Tassinari, con una relazione intitolata Ventriloqui e portavoce. Forme del pluralismo democratico, e Luigi Lobaccaro, con L’idiòtes e la psichiatria democratica: dalla polis al manicomio e ritorno. L’iniziativa si…
Il “tournant ontologico” e il rischio di denaturazione della semiotica
«L’ontologia è una cosa troppo seria per essere lasciata nelle mani dei semiotici». La frase di Jean-Marie Floch non è un semplice paradosso ironico: introduce una questione di statuto disciplinare. Che cosa accade quando la semiotica assume l’ontologia come proprio orizzonte? Si tratta di un ampliamento legittimo o di uno slittamento metodologico? Esiste un «constat problématique concernant…
Transcodifica, intersemioticità e macrosemiotiche
La costruzione del senso può essere intesa come un processo di transcodifica. Significare equivale a tradurre il senso da un sistema di segni a un altro, passando dal mondo naturale alla lingua, oppure dal mondo naturale a sistemi come la pittura, la musica o altri linguaggi non verbali. Ogni produzione di senso implica una trasformazione…
Il mondo sensibile come linguaggio biplanare
Se il mondo naturale è culturalmente formato, esso può essere pensato come un insieme di enunciati costruiti dal soggetto umano e interpretabili da lui. In questa prospettiva, il mondo sensibile assume la struttura di un linguaggio dotato, come la lingua, di due piani: un piano dell’espressione e un piano del contenuto. Eventi come un tramonto,…









