Il discorso scientifico può essere considerato, in una prima approssimazione, come una forma di racconto. Non si tratta di una metafora ornamentale, ma di una ipotesi analitica che permette di descrivere il funzionamento del sapere in termini di trasformazione. Ogni discorso cognitivo mette in scena un passaggio: da uno stato iniziale di mancanza, definito come /non sapere/, a uno stato finale di congiunzione con un oggetto di valore, un determinato /sapere/.
Questo schema, ispirato alla grammatica narrativa, consente di descrivere il sapere come il risultato di un percorso. L’eliminazione della mancanza iniziale è operata da un soggetto preliminarmente dotato di una competenza cognitiva, che agisce secondo un programma riconoscibile. Pur nella sua schematicità, tale modello rende conto di molteplici livelli di funzionamento del discorso scientifico.
Organizzazione semantica e sintassi narrativa
A livello profondo, il racconto cognitivo implica operazioni logico-semantiche che regolano il passaggio tra due forme di organizzazione del contenuto: da un contenuto “invertito” a un contenuto “posto”. A questo livello si associa una trasformazione modale che articola il passaggio dal /non sapere/ al /sapere/.
Fra questi due poli si colloca un intervallo discorsivo che comprende una domanda e una risposta, ma che, più precisamente, presuppone un programma di acquisizione del sapere. È in questo spazio che si organizza la sintassi narrativa del discorso cognitivo. Le analisi semiotiche privilegiano questo livello, poiché consentono di esplicitare le procedure della ricerca, indipendentemente dalla valutazione dei contenuti prodotti.
La dimensione semantica non viene tuttavia esclusa. In particolare, l’attenzione si concentra su fenomeni come la transcodifica — quando un’isotopia descrive un’altra isotopia — e la metaforizzazione, intesa come processo di connessione tra isotopie. Tali operazioni svolgono un ruolo decisivo nella costruzione del metalinguaggio scientifico.
Enunciazione e soggetto del sapere
Quando il discorso cognitivo viene considerato come racconto, la problematica dell’enunciazione diventa centrale. L’attività cognitiva, in quanto fare narrativizzato, deve essere presa in carico da un soggetto semiotico. Questo soggetto può essere installato direttamente nel discorso oppure presupposto dalla sua organizzazione.
In questo quadro emergono le figure dell’enunciatore e dell’enunciatario, così come le modalità di embrayage e débrayage che regolano il rapporto tra il discorso e la sua istanza di produzione. Il discorso scientifico non è soltanto una sequenza di operazioni cognitive, ma anche un dispositivo comunicativo che organizza la relazione tra chi produce il sapere e chi è chiamato a riceverlo e valutarlo.
Da questo punto di vista, i testi a vocazione scientifica non si limitano a raccontare la costruzione di un oggetto di conoscenza, ma mettono in scena la fondazione di un soggetto conoscente. Il racconto cognitivo appare così come un racconto di iniziazione, in cui il soggetto si costituisce attraverso il proprio percorso di sapere.
Polemica e programmazione
La narratività del discorso cognitivo si manifesta secondo due grandi principi di strutturazione. Il primo è la polemizzazione, che può assumere la forma di una successione tra scacco e riuscita, oppure di una opposizione tra soggetto e anti-soggetto. Quest’ultimo può essere figurativizzato come una posizione teorica rivale, come un errore metodologico o come una minaccia epistemologica.
Il secondo principio è la programmazione, che organizza il discorso come una sequenza di programmi narrativi. Il sapere non è dato immediatamente, ma risulta da una concatenazione di azioni cognitive ordinate. Questa programmazione consente di articolare il discorso in livelli e di riconoscere la distribuzione dei ruoli attanziali.
In alcuni casi, la contraddizione fra soggetto e anti-soggetto viene interiorizzata in un unico attore, che assume alternativamente entrambi i ruoli. In altri, la polemica resta implicita e si colloca sul piano dei presupposti epistemologici. In ogni caso, il discorso cognitivo si presenta come un campo di tensioni che strutturano il percorso del sapere.
Tipi di discorso e articolazione dei livelli
L’analisi narrativa consente infine di distinguere diversi tipi di discorso cognitivo, a seconda della dominanza di uno specifico livello di articolazione. Alcuni testi privilegiano il livello operativo, altri quello fondativo, altri ancora quello interpretativo.
Questa varietà non contraddice l’ipotesi di un modello generale, ma ne conferma la validità: i discorsi concreti realizzano solo parzialmente l’architettura canonica del discorso cognitivo. La tipologia dei discorsi emerge così come l’effetto di squilibri e selezioni operate all’interno di una struttura comune.
Il discorso scientifico, considerato come racconto, appare quindi come una costruzione complessa che articola trasformazioni di sapere, posizioni soggettive e strategie di legittimazione, offrendo alla semiotica un terreno privilegiato per l’analisi delle forme della conoscenza.
Riferimento bibliografico: Algirdas J. Greimas, Eric Landowski, I percorsi del sapere, traduzione di Gianfranco Marrone, in Acta Semiotica, V, 9, 2025.
