La semiotica dell’educazione si presenta come una disciplina dalla natura duplice: è, insieme, una semiotica specifica e una scienza dell’educazione. Giuliano Falco la colloca esplicitamente nel solco della semiotica generale, ma ne delimita l’ambito al “tutto” pedagogico–educativo. In questo senso, essa discende dalla semiotica generale applicandone i concetti fondamentali al campo della formazione.
La semiotica generale, infatti, intende «spiegare ogni caso di funzione segnica in termini di sistemi soggiacenti correlati da uno o più codici». Se la semiotica generale ha a che fare con tutto ciò che può essere assunto come segno, la semiotica dell’educazione concentra la propria attenzione sull’educazione come sistema di segni, come intreccio di produzioni segniche e di interpretazioni.
Falco insiste sul fatto che essa nasce dall’incontro tra pedagogia e semiotica: la prima intesa come scienza generale della formazione, dell’educazione e dell’istruzione dell’uomo; la seconda come scienza dei segni e della loro interpretazione. Non si tratta dunque di una semplice applicazione tecnica di strumenti semiotici al mondo scolastico, ma di un vero ripensamento dell’educazione come fenomeno eminentemente segnico.
In questa prospettiva, il sistema educativo e l’interazione educatore–educando vengono considerati sistemi semiotici complessi. L’agire educativo è composto da segni verbali, paraverbali, gestuali, prossemici, iconici. Gli ambienti educativi possono essere interpretati come testi, regolati da codici. L’educazione diventa così uno spazio di produzione, circolazione e interpretazione di segni.
Centrale è il concetto di semiosi. Il processo interpretativo non si esaurisce in un atto puntuale, ma si sviluppa come una catena di inferenze, in una dinamica che richiama la semiosi illimitata. Ogni interpretazione può essere rimessa in discussione da un’ulteriore interpretazione. In questa dinamica, la semiotica dell’educazione assume una valenza critica: relativizza le conoscenze assolutizzate, rende visibili ideologie e retoriche implicite nel discorso pedagogico, invita a un esercizio costante di consapevolezza.
Un ruolo decisivo è attribuito all’enciclopedia dell’interprete. La qualità dell’interpretazione dipende dalla profondità della cultura posseduta. Per l’educatore, ciò implica la necessità di acquisire strumenti che rendano consapevoli della natura dei codici in uso e delle implicazioni dei propri comportamenti educativi. Senza questa consapevolezza, il sistema educativo rischia di non comprendere i segni attraverso cui gli educandi manifestano le proprie caratteristiche soggettive.
La riflessione si approfondisce ulteriormente con l’introduzione dei concetti di formema ed educhema, ripresi dalla tradizione gennariana. L’unità minima di formazione (formema) e l’unità minima di educazione (educhema) consentono di pensare la formazione come processo dinamico, autopoietico e trasformativo. Quando l’educare degenera in diseducare, si producono diseduchemi e disformemi, e la Bildung si trasforma in una de–formazione. La semiotica dell’educazione, in questa prospettiva, non è neutrale: mantiene al centro l’uomo nel suo formarsi e si collega strettamente alla filosofia della formazione umana.
Falco chiarisce inoltre la distinzione tra semiologia e semiotica, richiamando il dibattito novecentesco e la posizione di Umberto Eco. Pur riconoscendo le differenze storiche e teoriche tra la tradizione saussuriana e quella peirciana, egli adotta il termine “semiotica” in un’accezione ampia, coerente con un orizzonte che supera il solo linguaggio verbale per includere l’intero universo dei sistemi di significazione.
Ne emerge una disciplina che non si limita a facilitare l’interpretazione dei fenomeni educativi, ma che offre un quadro teorico per comprendere l’educazione come sistema dinamico di segni, codici e interpretazioni. La semiotica dell’educazione, così intesa, non è un’aggiunta esterna alla pedagogia: ne diventa uno dei fondamenti critici, poiché consente di leggere l’agire educativo nella sua complessità testuale, sistemica e interpretativa.
Riferimento bibliografico: Giuliano Falco, Introduzione alla semiotica dell’educazione, Roma, 2021.
