Umberto Eco osserva che, nella prospettiva peirciana, l’interpretante non coincide semplicemente con il significato di un termine, ma può essere anche la conclusione di un argomento tratta dalle premesse. Peirce afferma infatti che l’interpretante non è soltanto il significato di un termine, ma anche “la conclusione di un argomento tratta dalle premesse” (1.559).
La nozione di significato si amplia così oltre l’ambito lessicale. Quando Peirce sostiene che, “nella sua accezione primaria”, il significato è “la traduzione di un segno in un altro segno” (4.127), aggiunge che, in un’altra accezione “applicabile anche qui”, il significato è “una seconda asserzione da cui tutto ciò che segue dalla prima asserzione ugualmente segue, e viceversa”. Questo equivale a dire che una asserzione “significa l’altra”.
Il significato di una proposizione non si esaurisce dunque nella sua formulazione immediata, ma si estende a tutte le sue implicazioni. Peirce parla di una “legge, una regolarità di indefinito futuro” (2.293), e precisa che il significato di una proposizione abbraccia “ogni sua ovvia necessaria deduzione” (5.165). Il significato è quindi tutto ciò che è semanticamente implicato da un segno.
Eco riconosce che, attraverso una serie di distinzioni tra ground, Oggetto Dinamico, Oggetto Immediato e significato, si giunge a un punto teorico decisivo: il significato di un termine contiene virtualmente tutti i suoi possibili sviluppi testuali. Non si tratta soltanto di una definizione, ma di una potenzialità di espansione. L’interpretante non è una semplice parafrasi o sinonimia, ma il dispiegarsi inferenziale del segno.
Tuttavia, questa estensione del concetto di significato comporta un problema: la nozione diventa molto ampia e non si applica più solo ai singoli termini, ma a premesse e argomentazioni. Il significato coincide con l’intero sviluppo inferenziale di un discorso. In termini peirciani, tutto ciò che si può dire di un dicisegno e di un argomento può essere detto anche dei rhemi che li costituiscono. La teoria del significato e dell’interpretante non riguarda soltanto gli argomenti, ma anche i singoli termini.
In questa prospettiva, il contenuto di un termine non è un nucleo statico, ma una struttura incoativa che implica le sue possibili espansioni. Il significato non è una proprietà chiusa del segno, ma una legge di sviluppo. L’interpretante è il modo in cui questa legge si manifesta, attraverso una serie potenzialmente indefinita di traduzioni e deduzioni.
Riferimenti bibliografici:
Umberto Eco, Lector in Fabula. La cooperazione interpretativa nei testi narrativi, Milano, Bompiani, 1979.
Peirce, Charles S., Collected Papers, Cambridge, Harvard University Press, 1931–1958.
