Nel ricostruire il modello semantico di Patrizia Violi, Stefano Traini mette in evidenza tre approcci fondamentali alla definizione di significato. La tripartizione viene enunciata nei seguenti termini: “i) il significato di un’espressione è l’entità, ‘la cosa’ o lo stato di cose a cui l’espressione si riferisce; ii) il significato è il rapporto che ogni elemento linguistico, inteso quindi come unione di significante e significato, espressione e contenuto, intrattiene con gli altri; iii) il significato è il concetto, l’immagine mentale a cui un’espressione è collegata nella nostra mente.” (Violi, Significato ed esperienza).
Queste tre definizioni corrispondono ad altrettante tradizioni teoriche. Il primo orientamento è la semantica referenziale o vero-funzionale, sviluppata soprattutto nella tradizione filosofica e logica. Il secondo è la semantica strutturale, che si afferma nella linguistica strutturalista europea. Il terzo è la semantica cognitiva, maturata a partire dalla linguistica generativa nord-americana.
Traini sottolinea come la proposta di Violi non si limiti a registrare questa tripartizione, ma la assuma come punto di partenza per una riflessione più ampia. La semantica referenziale privilegia il rapporto tra linguaggio e mondo; la semantica strutturale insiste sulle relazioni interne al sistema linguistico; la semantica cognitiva pone al centro i concetti e le rappresentazioni mentali.
La definizione referenziale identifica il significato con la capacità dei termini di riferirsi a entità extralinguistiche e degli enunciati di asserire stati di cose, suscettibili di essere veri o falsi. La prospettiva strutturale considera invece il significato come effetto delle relazioni tra elementi, all’interno dell’unione di significante e significato. La prospettiva cognitiva riconduce il significato al concetto o all’immagine mentale collegata all’espressione.
Come osserva Traini, l’interesse della teoria di Violi consiste proprio nell’intrecciare queste tre tradizioni, senza ridurre il significato a una sola dimensione. La distinzione tra referenza, struttura e mente non è presentata come alternativa esclusiva, ma come articolazione di un campo semantico complesso.
Riferimento bibliografico: Stefano Traini, Le due vie della semiotica. Teorie strutturali e interpretative, Milano, Bompiani, 2006.
