Il rapporto tra interpretazione e sovrainterpretazione costituisce uno dei problemi centrali della teoria semiotica contemporanea. Il tema è stato posto in modo particolarmente influente da Umberto Eco nel volume Interpretazione e sovrainterpretazione e viene ripreso da Massimo Leone come punto di partenza per riflettere sui limiti della lettura e sulle condizioni che permettono di distinguere tra interpretazioni plausibili e letture arbitrarie.
Il libro di Eco nasce dalle Tanner Lectures tenute a Cambridge e assume la forma di un confronto teorico. Dopo la presentazione della propria posizione, Eco dialoga con diversi interlocutori, tra cui il filosofo Richard Rorty e il teorico letterario Jonathan Culler, mostrando come il problema dell’interpretazione non possa essere ridotto né alla ricostruzione dell’intenzione psicologica dell’autore né alla libertà assoluta del lettore.
Al centro della proposta echiana si trova il concetto di intentio operis. Con questa espressione Eco non indica l’intenzione dell’autore empirico, spesso irrecuperabile, ma la strategia interna del testo. Il testo, attraverso la propria organizzazione linguistica e narrativa, orienta il lavoro interpretativo e propone implicitamente un modello di lettore. In questo modo delimita il campo delle interpretazioni possibili senza ridurlo a un unico significato.
Da qui deriva la distinzione tra interpretazione e sovrainterpretazione. I testi possono generare una pluralità di significati, ma non tutte le letture hanno lo stesso grado di plausibilità. Eco propone per questo un principio di economia interpretativa: le interpretazioni sono congetture che devono essere valutate in base alla loro capacità di spiegare il funzionamento complessivo del testo senza moltiplicare ipotesi arbitrarie.
La sovrainterpretazione nasce invece quando il lettore introduce connessioni e significati che non trovano un adeguato sostegno nella struttura del testo o nel contesto culturale in cui esso è stato prodotto. In questo senso l’interpretazione non è un atto completamente libero, ma un processo regolato dalla resistenza del testo, dalla competenza enciclopedica del lettore e dalla necessità di giustificare le proprie inferenze.
Riferimento bibliografico: Massimo Leone, Superinterpretação, superpoderes e superpotências.
