La relazione tra fenomenologia e semiotica acquista una particolare rilevanza quando viene considerata all’interno delle scienze della cultura. Antonino Bondì e Francesco La Mantia insistono sul fatto che la riflessione fenomenologica consente di interrogare le condizioni di emergenza del senso nelle pratiche simboliche che organizzano la vita sociale. In questa prospettiva, la semiosi non viene ridotta a un meccanismo puramente linguistico, ma appare come una dimensione fondamentale delle attività culturali.
Gli autori osservano che molte interpretazioni contemporanee dei fenomeni cognitivi e linguistici tendono a privilegiare spiegazioni di tipo naturalistico o neodarwiniano. In tali modelli, le capacità simboliche vengono spesso ricondotte a dispositivi evolutivi o a funzioni adattative. Bondì e La Mantia rilevano tuttavia che questa riduzione rischia di trascurare la complessità dei processi culturali nei quali la significazione prende forma. Le pratiche simboliche non possono essere comprese esclusivamente in termini di adattamento biologico, poiché implicano sistemi di valori, forme di organizzazione sociale e modalità di interpretazione condivise.
In questo contesto viene richiamata la prospettiva di Ernst Cassirer, che aveva descritto la cultura come un insieme di forme simboliche attraverso cui l’esperienza umana si organizza. La semiosi appare così come una dimensione costitutiva dell’attività culturale, capace di articolare linguaggi, immagini, istituzioni e pratiche sociali. La fenomenologia offre strumenti utili per comprendere come queste forme simboliche emergano dall’esperienza vissuta e dalle modalità con cui il soggetto entra in relazione con il mondo.
Bondì e La Mantia suggeriscono quindi che l’incontro tra fenomenologia e semiotica consente di delineare un approccio capace di collegare l’analisi delle strutture simboliche con la descrizione dell’esperienza. La semiosi viene così interpretata come un processo che attraversa le pratiche culturali e che contribuisce a costituire i modi in cui gli individui e le comunità comprendono e organizzano il loro ambiente.
Da questo punto di vista, le scienze della cultura non si limitano a descrivere sistemi simbolici già dati, ma si interrogano sulle condizioni attraverso cui tali sistemi emergono e si trasformano. La fenomenologia e la semiotica convergono proprio su questo terreno: entrambe cercano di descrivere le modalità con cui il senso si costituisce nelle pratiche, nelle istituzioni e nelle forme simboliche che strutturano l’esperienza collettiva.
Riferimento bibliografico: Phenomenology and semiotics: crossing perspectives, Antonino Bondì e Francesco La Mantia, in «Metodo. International Studies in Phenomenology and Philosophy», Vol. 3, n. 1 (2015).
