Nel campo degli studi giuridici a vocazione semiotica, una linea di riflessione importante si sviluppa a partire dalle conseguenze teoriche della filosofia del linguaggio ordinario e, in particolare, dall’eredità della teoria degli atti linguistici. In questo quadro, Giuditta Bassano distingue due grandi orientamenti: la pragmatica e il pragmatismo.
La pragmatica riunisce un insieme di studi soprattutto europei e “piuttosto eterogenei”, nei quali sotto lo stesso nome si collocano riflessioni anche molto distanti tra loro. Bassano ricorda, ad esempio, che in questo ambito vengono ricondotti autori come Grice e Searle, pur appartenendo a prospettive teoriche differenti. In generale, questa linea di ricerca tende a esaminare il diritto come pratica discorsiva, concentrandosi sulle regole di negoziazione e sulle dinamiche interazionali che caratterizzano la retorica giuridica.
In questo senso, la pragmatica si occupa del diritto studiando “le regole di negoziazione connesse alla retorica giuridica in contesti interazionali”. Il campo comprende contributi diversi, tra cui quelli sviluppati nella cosiddetta scuola italiana e nella scuola tedesca, nelle quali si possono collocare, fra gli altri, i lavori di Carcaterra, Posner e Krampen. Ciò che accomuna questi studi è l’attenzione alla dimensione dialogica e argomentativa delle pratiche giuridiche.
Diverso è il caso del pragmatismo, che si sviluppa principalmente negli Stati Uniti e che trova una delle sue matrici teoriche nel pensiero di Charles Sanders Peirce. In questo contesto, la riflessione semiotica sul diritto nasce in relazione allo studio del sistema di common law e assume un respiro comparativo più ampio.
Bassano ricorda che da questo orientamento prende forma un vasto programma di studi orientato a pensare una “semiotica giuridica in grado di tracciare le connessioni fra sistemi semiotici di diritto distanti da un punto di vista storico, culturale, e ideologico, su una scala globale delle culture umane”. In questa prospettiva, la semiotica del diritto non si limita all’analisi di un singolo ordinamento, ma si propone di mettere in relazione forme giuridiche diverse, riconoscendone le strutture semiotiche e le condizioni culturali di funzionamento.
Il pragmatismo giuridico contemporaneo trova oggi uno dei suoi principali luoghi di elaborazione nell’International Journal for the Semiotics of Law, rivista che promuove un approccio esplicitamente interdisciplinare. In questo contesto confluiscono contributi provenienti da ambiti molto diversi, tra cui la decostruzione, la sociolinguistica, la storia dei discorsi giuridici, l’ermeneutica, la psicoanalisi, gli studi sul diritto nella letteratura ela semiotica visiva.
Attraverso questa distinzione tra pragmatica e pragmatismo, Giuditta Bassano restituisce così la pluralità degli approcci che, a partire dal dialogo con la filosofia del linguaggio e con la tradizione peirceana, hanno contribuito a definire il campo contemporaneo degli studi semiotici sul diritto.
Riferimento bibliografico: Giuditta Bassano, «Tra semiotica del diritto ed etnosemiotica: una ripresa», in Cura del senso e critica sociale. Ricognizione della semiotica italiana, Mimesis, 2022.
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