L’analisi delle modalità narrative conduce inevitabilmente a interrogarsi sul problema dell’antropomorfismo. Quando la semiotica descrive una trasformazione attraverso categorie modali come volere, dovere, potere, sapere o credere, sembra infatti ricorrere a schemi interpretativi profondamente legati all’esperienza umana. Francesco Marsciani richiama esplicitamente questo problema nel momento in cui discute la funzione delle modalità nella comprensione del…
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Il Destinante e l’orizzonte dei valori nella grammatica narrativa
Nella riflessione semiotica sulla narratività, una delle funzioni più decisive dello schema attanziale è quella del Destinante, attante che garantisce la presenza e la coerenza del sistema dei valori implicato in ogni processo di significazione. Riprendendo e sviluppando alcune questioni sollevate dal lavoro di Giuditta Bassano, Francesco Marsciani torna su questo nodo teorico per chiarire il…
Immagini, narrazione e voce: la costruzione semiotica della memoria
Nella cultura contemporanea la memoria sembra affidarsi sempre più alle immagini. Fotografie di famiglia, archivi digitali e raccolte iconiche costituiscono oggi uno dei principali dispositivi attraverso cui il passato viene conservato e trasmesso. Questo fenomeno non è soltanto tecnologico o sociologico: riguarda il modo stesso in cui una società organizza i propri sistemi di segni…
Dalla morfologia della fiaba alla teoria generale del racconto
Quando Morfologia della fiaba di Vladimir Propp diventa finalmente accessibile al dibattito occidentale, l’interesse degli studiosi non si limita alla descrizione della struttura della fiaba. La questione teorica che si impone riguarda piuttosto la possibilità di generalizzare quell’intuizione. Come osserva Alessandro Zinna, già dall’inizio l’attenzione degli studiosi si orienta verso il superamento dei limiti del modello proppiano….
Azione e racconto: lo stato di cose prima della narrazione
La distinzione aristotelica tra poiesis e praxis suggerisce che solo la prima sia orientata all’opera. Jean-François Bordron mette in discussione questa evidenza mostrando che anche la praxis, pur senza produrre necessariamente un’opera compiuta, è guidata dall’idea regolativa di una forma unificante. L’“opera assente” esercita una potenza rassemblante che conferisce grammaticalità all’azione e rende possibile la costituzione di uno stato di…
La struttura delle funzioni: Propp e la forma mentis del racconto
È ormai “cronaca consolidata” che le recenti riflessioni sulle leggi della narrazione debbano molto più a Vladimir Propp che non ai formalisti russi nel loro insieme. Il punto di svolta è individuato in un testo preciso: Morfologia della fiaba (1928), la cui circolazione occidentale, benché “tardiva di un trentennio”, ha segnato “una discontinuità nella recente storia…
Iconismo, convenzione ed effetto di realtà
La presenza di convenzioni non impedisce di riconoscere, nel flusso della comunicazione, forme di significazione che operano secondo un regime iconico. Tali forme sono motivate da un principio analogico condiviso, che organizza la relazione segnica e la rende immediatamente riconoscibile. In questo senso, l’iconismo appare spesso “trasparente” alla comunicazione e produce un marcato effetto di…
Narratività e concatenamento delle passioni nella teoria semiotica
La riflessione sulle passioni si innesta nella semiotica strutturale a partire dalla centralità attribuita alla narratività. Quest’ultima non viene intesa come proprietà esclusiva di un genere letterario, ma come principio generale di organizzazione del senso. Ogni evento, in quanto rappresentato, si configura come un evento enunciato, e dunque come una forma di racconto. In questa…
Il discorso cognitivo come racconto
Il discorso scientifico può essere considerato, in una prima approssimazione, come una forma di racconto. Non si tratta di una metafora ornamentale, ma di una ipotesi analitica che permette di descrivere il funzionamento del sapere in termini di trasformazione. Ogni discorso cognitivo mette in scena un passaggio: da uno stato iniziale di mancanza, definito come…
Verso una semiotica dell’esperienza: oltre il primato della narrazione
Eric Landowski propone un’estensione del campo della semiotica capace di includere a pieno titolo l’esperienza sensibile come oggetto legittimo d’analisi. L’obiettivo non è abbandonare la narrazione, ma riconoscere che essa rappresenta solo uno dei regimi possibili della significazione. All’altro estremo, vi è il regime dell’esperienza, dove il senso non viene interpretato ma vissuto, non è…









