La semantica cognitiva si afferma come un programma di ricerca ampio e non unitario, sviluppatosi soprattutto in area nord-americana e articolato tra linguistica, psicologia cognitiva, intelligenza artificiale e filosofia del linguaggio. Ciò che la caratterizza non è una dottrina compatta, ma una costellazione di orientamenti che condividono alcuni punti decisivi. Stefano Traini richiama, sulla scorta…
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Il significato come valore: la prospettiva della semantica strutturale
Il linguaggio va considerato come un sistema autonomo di dipendenze interne. La semantica strutturale si fonda su questo presupposto. In questa prospettiva, che affonda le sue radici nelle teorie di Saussure e Hjelmslev, l’analisi del significato si colloca sul piano immanente del linguaggio, senza ricorrere a elementi esterni. Da qui deriva una concezione del significato…
Il simbolo. Costruzione, trasformazione e statuto semiotico
Il simbolo, nella prospettiva semiotica strutturale, non coincide con una realtà data una volta per tutte. Esso va inteso come una grandezza che acquisisce il proprio statuto solo all’interno di processi socioculturali. In questo senso, Paolo Demuru insiste sul fatto che il simbolo non sia una “cosa” dotata di proprietà stabili, ma un oggetto semiotico…
La polisemia del segno e la lunga tradizione dell’ermeneutica
La parola segno sembra semplice e familiare, ma proprio questa apparente evidenza nasconde una difficoltà teorica. Nunzio La Fauci richiama l’attenzione su un dato linguistico elementare: il termine segno, come il francese signe, è una parola fortemente polisemica. La polisemia – il fatto che una parola possieda più significati – non è un difetto né un’anomalia, ma la condizione…
Etnosemiotica e antropologia: il problema dell’osservazione
Se si mette a confronto antropologia e semiotica, ciò che appare come questione dirimente è l’osservazione. Non semplicemente l’interpretazione o la scrittura etnografica, ma il momento stesso in cui si costituiscono i dati come dati. Vi è stato un tempo in cui l’antropologia ha guardato alle scienze del linguaggio come a un modello di razionalità…
Dalla linguistica alla semiotica: due strutturalismi sovietici
Nel dibattito sovietico degli anni Cinquanta e Sessanta, lo strutturalismo non si presentò come un blocco unitario, ma come un insieme di pratiche e orientamenti destinati a seguire traiettorie differenti. Pietro Restaneo distingue due sviluppi: la linguistica strutturalista e la semiotica strutturale. Entrambe condividono un lessico e un’impostazione metodologica comuni, ma conoscono fortune istituzionali e…
Designing a General Semiotic Theory: Codes and Sign-Production
The project announced by Umberto Eco is to explore “the theoretical possibility and the social function of a unified approach to every phenomenon of signification and/or communication.” The ambition concerns every case of sign-function, understood as the result of “underlying systems of elements mutually correlated by one or more codes.” What is at stake is the design…
Riferimento e referente: un’ambiguità concettuale persistente
Nelle discussioni sul rapporto tra linguaggio e realtà, le nozioni di riferimento e referente sono spesso impiegate con una frequenza che non corrisponde a un’analoga chiarezza teorica. Esse vengono utilizzate — scrive l’autore — «con un’ambiguità concettuale che raramente è oggetto di una riflessione critica» (traduzione nostra). È proprio questa carenza che rende necessaria una messa a punto. La…
Peirce e Saussure: due paradigmi della semiotica moderna
Nel delineare il posto della semiotica peirciana all’interno del panorama moderno, Švantner introduce un confronto con la semiologia di Ferdinand de Saussure, individuando una frattura teorica che attraversa la storia della disciplina. Non si tratta di una divergenza secondaria o terminologica, ma di una differenza di paradigma che investe il grado di generalità, l’estensione e le…
Dal mondo ai modelli: che cosa chiamiamo “realtà”?
Quando si parla di “realtà” e di “vero”, il rischio più immediato è quello di assumere questi termini come evidenti, quasi naturali. La prospettiva semiotica invita invece a sospendere questa evidenza e a interrogarsi sulle condizioni attraverso cui ciò che chiamiamo reale prende forma. È da qui che muove una riflessione che, pur restando pienamente…









