Il 30 gennaio 2026 prende avvio a Bologna il seminario Forme d’emergenza della democrazia. Politiche del senso in comune, un ciclo di incontri che esplora il ruolo delle pratiche di senso nella comprensione e nella trasformazione delle nostre democrazie contemporanee. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna in collaborazione con l’International Centre for Cognitive Semiotics and Ecology of Meaning, mira a indagare criticamente lo stato emergenziale della democrazia e le forme di cittadinanza che ancora si manifestano nelle nostre società vulnerabili.
L’incontro inaugurale – primo appuntamento del ciclo – si svolge in presenza e online (via Microsoft Teams) dalle 15:00 alle 18:00 presso il Dipartimento di Filosofia (Via Zamboni 38, Bologna). L’accesso è libero.
Tre voci per tre questioni centrali
Il programma del 30 gennaio presenta tre interventi che delineano un quadro articolato delle sfide democratiche attuali:
- Pierluigi Basso Fossali apre con “Quando è democrazia?”, interrogando l’essenza di ciò che chiamiamo democrazia e le condizioni che ne legittimano l’esistenza.
- Nicolò Fazioni affronta la dimensione tecnologica e collettiva dei processi di senso con “Ibridi collettivi. Credenza ed effetti di veridizione tra piattaforme e AI”, ponendo l’accento sulle dinamiche di credenza e credibilità che emergono negli ambienti digitali.
- Marco Giacomazzi propone una riflessione critica su “La libertà d’espressione come problema semiotico e democratico: consenso, legittimità e forme dell’appartenenza”, mettendo in relazione libertà di espressione, costruzione del consenso e strutture di appartenenza sociale.
Perché questo seminario importa alla semiotica
L’evento nasce dall’idea che il concetto di “emergenza” abbia una doppia valenza: da un lato indica l’irrompere del nuovo, dall’altro la crisi di ciò che esiste già. In un momento in cui l’erosione delle pratiche democratiche tradizionali è avvertita come una difficoltà storica, il seminario intende esplorare come la riflessione semiotica possa offrire strumenti di analisi e di comprensione delle “politiche del senso” che informano e sostengono le forme democratiche in atto.
La proposta si colloca in una prospettiva di ricerca che considera i fenomeni semiosici non come semplici riflessi della struttura politica, bensì come elementi costitutivi dell’esperienza democratica stessa, in grado di generare nuove traiettorie interpretative e pratiche di partecipazione.
Fonte: Forme d’emergenza della democrazia. Politiche del senso in comune
