Il concetto di modellazione occupa oggi una posizione centrale nel dibattito scientifico, spesso associato alle tecnologie dell’intelligenza artificiale o ai modelli computazionali utilizzati per produrre risposte e simulazioni. Una simile interpretazione, tuttavia, rischia di restringere eccessivamente il significato del termine. La modellazione può infatti essere intesa come una capacità fondamentale dei sistemi viventi, una modalità attraverso cui la vita stessa realizza e conserva il proprio modo di esistere. In questa prospettiva il modellare non riguarda soltanto strumenti tecnici o rappresentazioni cognitive, ma la dinamica stessa del vivere.
Andrey Druzhinin rilegge questa questione alla luce della filosofia biologica di Humberto Maturana. La sua proposta consiste nel considerare la modellazione come un processo sistemico che appartiene alla struttura operativa degli organismi viventi. Da questo punto di vista la dimensione semiotica emerge non come un livello secondario, ma come una componente del modo in cui gli organismi distinguono e organizzano ciò che accade nel loro dominio di vita. Non si tratta dunque di semplici rappresentazioni di un mondo esterno già dato: i modelli partecipano alla costituzione stessa della realtà esperita.
Al centro della prospettiva maturaniana vi è l’idea che la vita debba essere compresa come una pratica del vivere. Maturana insiste sul fatto che «tutto ciò che è, tutto ciò che accade, accade in noi come parte della nostra prassi del vivere». In questa formulazione si manifesta un rovesciamento teorico importante: la realtà non appare come qualcosa di separato dall’organismo che la percepisce, ma come il risultato delle operazioni attraverso cui l’organismo realizza il proprio vivere.
Per sintetizzare questa impostazione Druzhinin ricorre alla nozione di modo di vivere. Ogni organismo realizza la propria esistenza attraverso un insieme di attività che si conservano nel tempo. Il vivere produce continuamente il proprio modo di vivere e allo stesso tempo ne dipende. Il risultato è una struttura circolare e ricorsiva: ciò che un organismo può fare dipende dal modo in cui vive, e questo modo di vivere si mantiene attraverso ciò che l’organismo continua a fare.
Questo principio introduce il tema fondamentale della conservazione. Secondo la biologia di Maturana, i sistemi viventi esistono soltanto nella misura in cui conservano l’organizzazione che li costituisce. Un organismo è una unità composta (composite unity): una rete di componenti le cui relazioni devono essere continuamente mantenute affinché il sistema continui a esistere. Se tali relazioni si dissolvono, l’organismo perde la propria identità come sistema vivente.
Druzhinin utilizza un esempio concreto per chiarire questa logica. Quando acquistiamo un mobile smontato, riceviamo una serie di componenti separati che acquistano significato solo quando vengono assemblati secondo determinate relazioni operative. Il mobile non è semplicemente la somma dei suoi materiali: esso emerge dalle relazioni che permettono ai componenti di funzionare insieme.
Nei sistemi viventi questo principio diventa ancora più radicale. L’organismo non viene assemblato da un agente esterno, ma produce e mantiene autonomamente le relazioni che lo costituiscono. Le molecole che lo compongono partecipano a processi che conservano l’organizzazione dell’intero sistema. La vita appare così come una rete dinamica di relazioni che continua a riprodurre se stessa nel tempo.
In questo contesto la modellazione può essere interpretata come una modalità attraverso cui i sistemi viventi conservano il proprio modo di vivere. Gli organismi proiettano nel futuro le configurazioni che hanno già conservato, continuando a operare secondo le relazioni che rendono possibile la loro esistenza. Il modellare diventa quindi un processo biologico di auto-continuazione.
Una conseguenza importante di questa prospettiva riguarda il modo in cui vengono interpretati i modelli informazionali della vita. Molte teorie scientifiche descrivono il DNA come un codice che contiene le istruzioni per la costruzione dell’organismo. Seguendo l’impostazione maturaniana, Druzhinin mette in discussione questa metafora. Non è il codice a spiegare la vita; al contrario, ciò che chiamiamo codice emerge all’interno dei processi dinamici che permettono ai sistemi viventi di conservare la propria organizzazione.
Da un punto di vista semiotico questa impostazione suggerisce una conclusione importante. Se gli organismi vivono proiettando nel loro ambiente le configurazioni che hanno conservato, allora la semiosi può essere compresa come una dimensione di questo processo. Gli esseri viventi distinguono e organizzano ciò che accade attorno a loro in funzione della conservazione del proprio modo di vivere.
Riferimento bibliografico: Andrey S. Druzhinin, Biology of modeling: revisiting Humberto Maturana’s philosophy, Chinese Semiotic Studies, 2025.
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