Pierluigi Basso richiama l’attenzione su un nodo teorico rilevante del Trattato di semiotica generale: il ruolo della materia della sostanza significante e il rapporto tra retorica e semantica, due dimensioni che Eco tratta come strettamente correlate.
Nel Trattato, Umberto Eco afferma che «la materia della sostanza significante diventa un aspetto della forma dell’espressione». Basso sottolinea come questa tesi, oggi tornata di attualità, implichi che la materia non sia un semplice supporto passivo, ma entri direttamente nella costituzione della significazione. La possibilità di ripertinizzare la materia — cioè di renderla pertinente sul piano dell’espressione — incide infatti sul modo in cui si organizzano i contenuti.
Questa attenzione alla materia si collega a una prospettiva che oggi si può riconoscere come una semiotica della materia o della significanza materiale, ma che nel Trattato è già chiaramente formulata. Basso osserva come alcune posizioni di Eco possano apparire, a posteriori, quasi anticipatrici di sviluppi successivi, proprio per la loro capacità di integrare la dimensione materiale nella teoria della forma.
Un ambito privilegiato in cui questa dinamica emerge è ancora una volta quello del testo estetico, dove la riorganizzazione dei tratti espressivi — inclusi quelli materiali — produce effetti di senso non riducibili a schemi già stabiliti. Qui la materia partecipa direttamente alla costruzione del significato, entrando nel gioco delle pertinenti e delle correlazioni tra espressione e contenuto.
Basso accenna inoltre a un altro aspetto che considera significativo: il rapporto tra retorica e semantica. Nel Trattato, queste due dimensioni non sono separate, ma appaiono come due facce di uno stesso problema. Le operazioni retoriche intervengono nella costituzione del senso e non si limitano a una dimensione ornamentale o secondaria. In questo senso, alcune analisi presenti nel Trattato anticipano sviluppi successivi, anche rispetto alle formalizzazioni della metafora e delle figure retoriche.
Nel loro insieme, queste osservazioni mostrano come il Trattato non si limiti a una teoria dei codici o della comunicazione, ma contenga già una riflessione articolata sulla materialità del segno e sulle trasformazioni retoriche del senso. Un terreno che, secondo Basso, resta ancora oggi aperto e suscettibile di ulteriori sviluppi.
Fonte: Pierluigi Basso, Tavola rotonda sull’eredità del “Trattato di semiotica generale” di Umberto Eco, organizzata in occasione del XXXIV congresso dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici (AISS) nel 2006.
